Si tratta di un lavoro del tutto nuovo ed originale, scritto dal professor Forbitti appositamente per il numerosissimo “Gruppo teatrale Gianluca Grossi”, in cui cooperano insieme, con parità di importanza e di coinvolgimento, gli studenti dell’Istituto superiore e i ragazzi variamente disabili del CSE di Gardone e dello SFA di Ponte Zanano, più di sessanta elementi, tutti impegnati a recitare, ma anche a cantare e a ballare insieme. Per ognuno dei ragazzi dell’Aquilone è stato creato un personaggio o un ruolo adeguato alle loro personalità e alle loro capacità, così da valorizzarne le abilità, la simpatia e la carica comunicativa, ma anche in modo da promuoverne l’autostima e l’autonomia.
Lo spettacolo si presenta nel suo insieme come una specie di “Musical” in cui si fondono elementi della “fiction” poliziesca, del varietà tradizionale e d’avanguardia, del palinsesto televisivo e del cinema comico di qualità, il tutto condito da un abbondante dose di ironia e di autoironia.
Anche le musiche sono state create dal prof. Forbitti in collaborazione con il direttore della banda di Imola; si tratta di quattro canzoni che la prof. Fiorenza Urbinate ha gentilmente arrangiato e che vengono eseguite da un coro e da un solista, Luca Rossini, della quarta A Geometri. Le coreografie sono invece il prodotto di alcune studentesse, in particolare di Laura Uberti, della terza A Geometri.
Un gruppo di generosi volontari, unitamente al personale dell’Aquilone, ha realizzato gli essenziali elementi di scena e gran parte dei costumi, oltre ai manifesti dello spettacolo. Un particolare ringraziamento va al pittore William Fantini.
Il prof Forbitti, da me intervistato, ha detto di aver costruito il testo anche per aiutare i giovani a comprendere i meccanismi dello spettacolo e a sviluppare verso di essi un atteggiamento attivo e critico, imparando ad elaborarli dall’interno in modo creativo e ironico.
Ma a dare unità e forma a tutti questi contributi è stata necessaria la professionalità di un esperto, che da sette anni dirige il gruppo e lo supporta con le sue competenze sul piano artistico e tecnico: si tratta dell’attore e regista Diego Uberti, di “Scena sintetica”, che ha operato ed opera con gli studenti, i malati psichici, e in diversi altri ambiti, facendo dell’espressione teatrale uno strumento educativo e terapeutico.




